Ricordato Carlos
Gavito il 5 luglio con una lunga notte di danza e poesia al Giardino
del Tango affollatissimo
testo
di Massimo Di Marco
La lunga notte di Carlos Gavito ha sfiorato l’alba, quando
ancora al Giardino del Tango – tra
le più tradizionali di Roma- le coppie si tenevano abbracciate.
I tavoli erano esauriti da due settimane ed era diventato difficile
trovare anche un posto in piedi. Roma ha amato Gavito e ha voluto
ricordarlo con tanti altri arrivati un po’ da tutta Italia
e da lontano. Difficile dire quanti, forse un popolo complessivo
di 250 partecipanti, compreso qualche principiante ma anche qualche
maestro (come Marcelo e Roberta Buoni) e qualche tanguero argentino
che vive a Roma o nelle vicinanze. La musica è sempre stata
quella che Gavito ha amato di più, compreso qualche vals
molto bello che di solito non ballava perché diceva che non
era veramente porteño. Ma Desde el alma lo commuoveva, gli
faceva venire in mente la ragazzina (Rosita Melo, poi famosa)che
a 14 anni andava a strimpellare il pianoforte in un Conservatorio,
fuori dall’orario delle lezioni, con il proposito di regalare
a mamma Rosa ( italiana come papà Michele) per il giorno
del compleanno una sua composizione. Alla consolle c’era Antonio
Lalli, infaticabile regista dell’evento, che ha conosciuto
Gavito nel giugno del 2000 quando girava il mondo con la compagnia
di Forever Tango. A Roma faceva tappa al Sistina, prima dello spettacolo
( la sua partner era Marcela Duran) c’era tutto il tempo per
uno stage, avvenuto proprio al Giardino del Tango.
Un successo straordinario. Il primo ad esserne
travolto è stato il maestro Antonio Lalli che da quel giorno
ha cambiato tanto il modo di ballare il tango che di insegnarlo.
Lo stile milonguero – ma è meglio dire lo stile-Gavito
– da allora ha avuto a Roma un’infinità di discepoli
(anche presso altre scuole) : non c’è da meravigliarsi
di un tutto esaurito per ricordare la sua magìa. Gavito è
scomparso a Buenos Aires il 1° luglio del 2005 : la sua vita
avventurosa ed il suo tango sono stati raccontati in un libro ormai
quasi introvabile scritto da Massimo Di Marco e da Monica Fumagalli.
Di Marco ne ha parlato, soprattutto a favore dei
nuovi tangueros, soffermandosi anche sul rapporto poetico che Gavito
aveva col tango, sulla sua genialità creativa, sul suo pensiero
artistico. Il tango gli ha proposto, quando ancora era un ragazzo,
una complicità dal quale non si è mai più staccato
ma è un fatto che Gavito con la sua sensibilità avrebbe
potuto essere un grande pittore o un grande poeta. La parte tecnica
del libro, il suo tango, magistralmente descritto da Monica Fumagalli,
non è certo un manuale. Ma forse qualcosa o molto di più:
un concentrato di stages, un percorso insostituibile per chi vuole
ballare il tango nello stile di chi l’ha creato. Il libro
è stato proposto con una novità che l’ha notevolmente
arricchito: in dono sono stati distribuiti 2 CD che raccolgono 24
tra i tanghi più amati dal Maestro. Una produzione minuscola
e artigianale, però carina e con il merito di riunire tanghi
scelti altrimenti distribuiti in chissà quanti CD o addirittura
dischi in vinile.
Ricordato Carlos Gavito il 5 luglio 2008 con una
lunga notte di danza e poesia al Giardino del Tango
affollatissimo
Sopra: Massimo
Di Marco
A destra: Antonio Lalli alla consolle
Nella
filosofia tanguera di Gavito c’era un rispetto quasi religioso
per la milonga. Ballare all’indietro, ballare con le scarpacce
da tennis, ballare in jeans, ballare eseguendo figure tranciagambe?
Quando è venuto in Italia nella primavera del 2005 un giorno
si è seduto al tavolino di un albergo milanese, non lontano
dal celebre Caribe di Via Procaccini, ed ha scritto Il Galateo della
Milonga, pubblicato da Tangocaffe e poi ripreso e stampato in un’elegante
versione volantino da Lulamiao, la musicalizadora dell’Esquina
(zona stazione Garibaldi) e non solo. Antonio Lalli ne ha fatti
stampare un bel mucchio, li ha distribuiti a tutti invitandoli al
passaparola.
Su un grande schermo dall’inizio alla fine
sono state proiettate le performances più famose di Gavito,
principalmente con Marcela Duran e Maria Plazaola. La raccolta di
quelli che sono ormai considerati come dei documenti è stata
curata da una tanguera, Viviana Maccagno ( detta Vivy) specializzata
in montaggi video e servizi fotografici. Non è stata l’unica
volontaria dell’evento al quale si sono dedicati con passione
Cesare Magrini (Tangonews), l’attrice Jitka Frantova Pelikan,
il poeta Alfredo Liberatori, i ballerini Simone Matteoli e Marianita
Menzione, oltre a Paola Palaia che con Antonio Lalli hanno deliziato
la sala interpretando i famosi Don Agustin Bardi e Café Dominguez.
Si è così composta con l’obiettivo del tango
una specie di grande famiglia, un concetto che Gavito adorava: tutti
assieme per uno scopo.
Simone Matteoli e Marianita Menzione sono di Pisa dove
conducono una milonga e insegnano. Sono stati allievi
prediletti di Gavito tanto che quando, per motivi legati
alla sua malattia, non ha potuto partecipare nel 2005
al Festival di Lubiana, ha dato loro l’incarico
di rappresentarlo: con una esibizione strabiliante che
ha generato una coda di bis.
Nel loro tango lo stile-Gavito è in effetti visibilissimo,
in alcuni momenti sovrapponibile, ad esempio nelle esitazioni
e nelle accelerazioni sul giro. Ovviamente Simone ha interiorizzato
Gavito in uno stile proprio, capace di conquistare l’attenzione.
E Marianita (detta Roccia) ha una tecnica e un’eleganza
impostate sulle movenze di Maria Plazaola.
Simone Matteoli e Marianita Menzione
Antonio Lalli e Paola Palaia
Antonio e Paola sono affiatatissimi e con tanto
tango nelle vene: si muovono rievocando un Gavito
porteño e universale con quella leggerezza
che è tipica di chi vive assieme al tango
tante ore di ogni giorno: il repertorio è
ricchissimo non solo di movenze ma anche di sfumature
e ( per quanto riguarda Paola) di graziosi adorni.
Il tango è soprattutto cultura del tango.
Antonio Lalli ha avuto l’idea di affidare
all’attrice Jitka Frantova la recita di una
poesia e delle letra di Milonga para Gavito di Carlos
Morel
La poesia è stata scritta da Alfredo Liberatori
che ne ha poi recitata un’altra, sempre di
suo pugno, ma questa volta in romanesco, come vuole
una delle più belle tradizioni letterarie
romane.
Tutto è stato bello e indimenticabile.
(mdm- luglio 2008)
Guarda
Alcune foto della lunga
notte e i filmati delle esibizioni di Antonio Lalli-Paola
Palaia e Simone Matteoli- Marianita Menzione in un
montaggio di Stellina.
Ricercatore e poeta
La poesia recitata
da Jitka Frantova é stata scritta da Alfredo
Liberatori, dirigente di ricerca del CNR.
Si occupa in particolare di ambiente e si dedica al
tango da 10 anni. Ha studiato anche con Carlos Gavito.
Ha composto centinaia di sonetti in parte dedicate
alle star con le quali ha ballato e condiviso sensazioni-emozioni.
Scrittore di scuola umanistica e tanguera, poeta per
vocazione, fa parte del patrimonio più raffinato
e profondo del tango italiano.
Ha pubblicato
tre libri: Tango. La storia, i miti, i testi, i passi e le
figure della danza dell’amore. Editore
Tolmino
Astor Piazzolla. Hombre de tango. Editore
Pagano
Carlos Gardel. I grandi del tango. Editore
Pagano
Alfredo Liberatori
Domani si ballerà ovunque
Jitka Frantova-Pelikan, cecoslovacca,
da anni vive a Roma. Attrice in molti film e sul palcoscenico,
dove ha lavorato anche con Giorgio Albertazzi, ha
ottenuto molti riconoscimenti.
I principali:
1989- Premio Cinema e Società
1990- Premio Internazionale Lumiere
1994- Premio Fondi-La Pastora
2005- Targa Argento
Jitka
Frantova si racconta così:
Sono nata il 1° maggio alle 10.30
in un piccolo paese vicino Brno, in una giornata piena
di sole. Il 1 maggio nel mio paese d'origine e' festa
degli innamorati, e forse per questo sono nata gia’
innamorata della Vita, piena di Sole e la Felicita’.
Nel mio destino era scritto “attrice”
o forse “ballerina”. E cosi e' successo.
Sono attrice con la passione del ballo. Forse nella
Vita prossima (ma esiste?) sara’ il contrario
e io saro’ felice lo stesso.
La mia felice infanzia e' volata
tra studi e tanti impegni. Forse ho le ali, anche
se sono invisibili, ma io le sento. Non sapevo che
cosa fosse la noia (e non lo so ancora oggi).
Avevo 5 anni quando ho perso il mio bellissimo padre.
Una tragedia in montagna. E' rimasto sotto una slavina
salvando 11 persone compresa mia madre. Lei, con grandi
sacrifici, mi ha fatto studiare. Quello che so, e
sono, e’ tutto grazie a Lei.
A 15 anni ho debuttato nel mio primo
film, primo lavoro professionale. "Domani si
ballera’ ovunque" - bel titolo, vero? -
di Pavel Kohout, oggi uno dei piu’ importanti
scrittori e commediografi europei. Non sapevo che
cosa fosse un'ora libera, ero felice. Mi sono diplomata
dopo 4 anni di studi e sono diventata membro del teatro
stabile di Praga "Rokoko". Contemporaneamente
ho recitato nel Teatro delle Poesie e nel Teatro del
Musical. Nella Repubblica Ceca ho interpretato circa
70 ruoli del repertorio classico e contemporaneo,
9 nel cinema. Nella TV ceca ho recitato in 2 serial
come protagonista. 60 puntate di "Karolina"
e 240 puntate del popolare serial per bambini "Bozenka
e robot Emil", e altre 200 puntate nel serial
"Dal diario della fanciulla Barborka" in
radio. Con la compagnia del mio teatro ho recitato
in Germania, Austria Svizzera, Polonia, Unione Sovietica,
in tedesco, polacco e russo. Ho ricevuto 3 premi per
le mie interpretazioni in teatro.
Da giovanissima ho sposato un uomo
potente. Presidente e direttore generale della TV
cecoslovacca e Presidente della Commissione degli
Esteri del Parlamento, uno dei protagonisti della
Primavera di Praga, Jiri Pelikan. Come conseguenza
della invasione militare sovietica sono stata la prima
attrice ad essere licenziata dal teatro per motivi
politici .Abbiamo scelto l’esilio, in Italia
Tango e Poesie
Gavito
Lui ce lo sa che sta piazzato
ar centro
E tutto quanto er resto rota intorno,
La notte luminosa come er giorno
Je suggerisce un tango dar di dentro.
Le donne quando ballano co’
lui
Se trovano disciolte come in volo
A rincorre Gavito, questo solo,
Innamorate dei comandi sui.
E lui sta fermo e invece lei
se move
E lui se move e lei resta sospesa,
Resta sospesa e nun capisci dove.
Infine un passo semplice,
rotondo.
Te pare niente, invece è ‘na sorpresa
Perchè quer passo rappresenta er mondo.
(Scritta e recitata da Alfredo Liberatori)
Il passo di Gavito
Il passo di Gavito è
come un fiore
Che vive in un momento troppo breve
E dà la sensazione del colore
Anche se è ricoperto dalla neve
Insieme a tutta quanta un’esistenza
Che vedi solamente in trasparenza.
Il passo di Gavito è
come il mare
Supera tutti i suoni ed i rumori
E nel silenzio fa dimenticare
Tutte le cose da lasciare fuori
E’ allora forse che rimane solo
E sente voglia di spiccare il volo.
Il passo di Gavito è
come note
Che ondulando se ne vanno avanti
Alcune sono piene ed altre vuote
E sono offerte proprio a tutti quanti
E come a conclusione di una festa
La musica finisce e il passo resta.
Il passo di Gavito è
un’altra cosa:
Un accento di musica, un segnale,
Una ragazza, un abito da sposa,
una fortezza gotica, un pugnale,
un ritmo, uno strumento, un contrabbasso.
Il passo di Gavito è solo un passo.
(Scritta da Alfredo Liberatori e recitata da
Jitka Frantova)
MILONGA PER GAVITO SCRITTA DA CARLOS MOREL, RECITATA
DA JITKA FRANTOVA
RACCONTANO CHE MENTRE BALLA
UNO SPIRITO ABITI LA SUA ANIMA
E PALPITI NEL SUO CUORE
LA VOCE DI UNA CHITARRA
DICONO SIA CRESCIUTO
SOGNANDO PASSO DOPO PASSO
COSE DEL TEMPO, INFANZIA
COREOGRAFIE DI FANGO.
SE N’È ANDATO
DA AVELLANEDA
PER CONQUISTARE ALTRI CIELI
CON UN DOLORE SULLA PELLE
I SUOI SOGNI HANNO PRESO IL VOLO
OGGI BALLANO CON LUI
TUTTE LE MUSE DEL TANGO
È OGNI SUO PASSO UN PENNELLO
ED OGNI ABBRACCIO UN MIRACOLO
BALLRINO CHE CERCHI
IL TUO DESTINO IN OGNI TANGO
LA VITA DIVENTA POESIA
E UN PENTAGRAMMA IL CAMMINO.
UOMO, CUORE DI BAMBINO
CHE VA DI ABBRACCIO IN ABBRACCIO
CONDIVIDENDO PELLE A PELLE,
BACIO A BACIO, PASSO A PASSO.
RACCONTANO CHE BALLANDO
LA NOTTE DIVENTA LUNGA
ED IL SUO CUORE
FA L’AMORE CON L’ALBA.
DICONO CHE CON LUI
BALLINO LE DEE DEL TANGO
È OGNI SUO PASSO UN PENNELLO
ED OGNI ABBRACCIO UN MIRACOLO.
DAL LIBRO “ CARLOS
GAVITO, LA SUA VITA E IL SUO TANGO” DI MASSIMO DI
MARCO E MONICA FUMAGALLI. TRADUZIONE DI MONICA FUMAGALLI.
CARLOS MOREL, AMICO DI CARLOS GAVITO, È STATA LA
VOCE DI FOREVER TANGO
non
ha vinto il concorso al quale ha partecipato. Gli organizzatori
non hanno fornito particolari, benché richiesti.
Anche a nome del regista grazie a quanti hanno votato
a favore del film.
Al Giardino del Tango c’era
anche Claudia Nizza. Disegnatrice, pittrice? Meglio dire artista:
con un talento straordinario, uno stile personalissimo distante
da qualsiasi etichetta. Nel 2005 ha pubblicato Tango, ( edizioni
Geva), una raccolta di disegni che ha dedicato a Carlos Gavito.
Il suo ritratto è questo,
preceduto da queste parole: …alla figura di Carlos Gavito,
scomparso in questi giorni, affinché il suo progetto di ballare
a Parigi nel Giardino di Rodin tra le sculture che lui tanto amava,
possa realizzarsi comunque nella nostra immaginazione di sognatori,
ballerini e pittori di tango.
(la pubblicazione di questo disegno,
autentica opera d’arte, avviene con l’autorizzazione
dell’autrice che ringraziamo anche a nome di tutti coloro
che lo stanno ammirando)