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DOSSIER - FOREVER GAVITO:
1. Cronaca Del Suo
Addio
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La sera del suo arrivo a Roma
da Catania, Gavito appare in buona forma. Sabato notte la sua esibizione
con Maria in Via dei Serpenti 32 sarà l'ultima della sua
vita, ormai breve. Tutti la ricordano con un'esplosione nel cuore:
splendida, una pagina d'arte. C'erano 200 persone. La serata inizia
con qualcosa di preoccupante che fortunatamente si trasforma presto
in un sorriso. |
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l'ingrandisce immagine |
Crema,
11 febbraio 2005. Lezione di postura, come i corpi si
appoggiano secondo l'idea di Gavito |
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Una
signora non si sente bene ed una voce dice forte:
- C'è un medico?
Si fanno avanti in due. La signora ha un'allergia per i funghi
ed un'insalata appena sfiorata è stata sufficiente per farla
salire sull'ambulanza. Le notizie sono subito rassicuranti
e Gavito che aveva osservato tutta la scena in piedi quasi
in mezzo alla sala non nasconde il più classico degli scongiuri.
- "Accidenti, ho pensato che cercassero un medico per me..."
Sorrisi. Trentacinque minuti dopo la mezzanotte Gavito vuole
parlare. Parla di sé e del tango per un quarto d'ora. Tutti
lo ascoltano in silenzio, Gavito parla un italiano arruffato
ma chiaro, è affascinante e come sempre qualcuno si commuove.
Poi invita Maria a ballare. Il primo tango, dieci minuti all'una,
è Pa' que bailen los muchachos, di Anibal Troilo. Il secondo,
quattro minuti dopo, è Don Agustin Bardi, orchestra di Osvaldo
Pugliese. Il terzo, preceduto da qualche parola, sembra un
simbolo: E' El adios, orchestra e voce di Angel Vargas. L'una
è passata da cinque minuti. Anche Vargas è morto di cancro.
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Luciano Donda e Roberta Buoni, gli organizzatori del weekend, hanno
ricostruito questa testimonianza con molta precisione. Tutti e due,
ballerini e insegnanti di grande talento oltreché attori,
non potranno mai dimenticare la bellezza del ballo di Gavito e Maria,
ma sono rimasti colpiti soprattutto del tango che Gavito ha ballato
il giorno dopo, inatteso, fuori da qualsiasi programma.
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Al Centro Mimma Testa si svolge la seconda parte dello
stage. Gavito sta usando un CD che si è portato da
Buenos Aires. Ci sono dei tanghi di Vargas e di Pugliese.
Interrompe la lezione, chiama accanto a sé Maria,
la abbraccia e balla invitando chi ce l'ha a riprenderlo
con la videocamera. Il tango scelto è Cualquier cosa,
parole e musica di Juan Miguel Velich e di sua figlia Herminia.
L'orchestra è diretta da Armando Lacava, la voce
è quella di Angel Vargas, un protagonista del vecchio
tango di Avellaneda, il pezzo è del 1927.
Roberta Buoni dice:"E' stato bellissimo e commovente".
E' stato il suo ultimo tango. Luciano Donda poi ricorda:"Verso
sera ha detto di sentirsi stanco, ci ha fatto andare in
una piccola stanza e ci ha parlato come se ci consegnasse
il suo testamento.
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| 18
febbraio 2005.
Gavito canta un tango
sul sagrato di una chiesa |
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Non stava bene, durante la notte
in albergo ha chiesto aiuto e al mattino del lunedì Maria e Roberto
decidono di farlo ricoverare in un ospedale anche con il consiglio
e l'appoggio degli amici catanesi. E' stato portato al San Camillo-Forlanini,
sulla Portuense ". Le cure immediate sembrano rimetterlo in sesto.
Recupera energie, può ricevere gli amici, non solo romani, che vogliono
vederlo. Poiché è escluso che possa partecipare al Festival di Torino
dal 24 al 28 marzo, Helen ed Evita che progettavano di incontrarlo
lì, volano invece a Roma. Lo trovano addirittura brillante. Gavito
si toglie le flebo e trasforma la sua stanza in una milonguita.
Balla. E' l'ultimo giorno di festa di quello che sta diventando
il suo calvario. Arriva una crisi preoccupante. La diagnosi è di
tre emoraggie alla testa. Gavito e Maria, che non lo abbandona un
istante, vogliono tornare a Buenos Aires. Gavito dice ai medici:"
Voglio andare a morire lì".
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Napoli, 25 febbraio 2005. Gavito parla della sua vita
e del suo tango narrati nel libro di Massimo Di Marco
e Monica Fumagalli |
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Napoli, 25 febbraio 2005.
Maria e Gavito fra i due padroni di casa:
Luca Ferrari e Laura Brandi
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Napoli, 25 febbraio 2005. Lo stage a CasaMalena: l'intensità
di Gavito
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Napoli, 25 febbraio 2005.
Nello scenario suggestivo di CasaMalena l'esibizione
di Gavito, un tango semplice ed improvvisato, secondo
la sua filosofia
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I medici sono in dubbio se rilasciare
il benestare ma i risultati contrastanti tra una tac e una risonanza
magnetica li portano a dimetterlo. Il 30 marzo partono da Roma per
Milano-Malpensa. L'aereo che decolla alle 18,30 a causa del maltempo
atterra a Milano alle 20,30. Maria fa appena in tempo a recuperare
una valigia. E' pallida, stanca. Aveva chiesto che Gavito venisse
accolto da un'ambulanza ma non si è visto nessuno. Nell'ambulatorio
della Malpensa gli viene praticata un'iniezione. Poco dopo le 21
l'aereo si alza verso Buenos Aires.
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Qui
a sinistra: Lecce, 1 e 2 marzo 2005. La lezione.
A destra: Lecce, 1 e 2 marzo 2005. Tecnica Uomini |
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Qui
a sinistra: Lecce, 1° e 2 marzo 2005.La ballerina.
A destra:
Lecce, 1 e 2 marzo 2005.Il tango riflesso
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Il 2 e 3 aprile Gavito era atteso a Lubjana per il Festival. Delega
all'esibizione i suoi allievi di Pisa, Marianna e Simone che hanno
studiato con lui per cinque mesi. Marianna porta a Lubjana anche
un messaggio di Gavito registrato su un nastro. A Buenos Aires
una risonanza magnetica conferma la diagnosi che lo stesso tipo
di macchina aveva fatto formulare a Roma. Gavito deve essere nuovamente
operato. Dopo una settimana le cose cambiano, ora viene dichiarato
non operabile. Molti amici vanno a trovarlo. Si avvicina il 27
aprile, il giorno del compleanno. Osvaldo Zoto e Lorena vogliono
festeggiarlo, organizzano una serata speciale al Sunderland.
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continua...
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