La città, trecentocinquantamila abitanti verso la fine
del 2001, era giovane quando Don Enrique, gerente di una banca,
è andato a cercare una casa nel barrio di Sarandí
con sua moglie. Una casa bella nella quale sono nate Alida, Marta,
Nené e Susi. E poi è arrivato Ricardo Enrique, pieno
di ricciolini e di sorrisi. Il tango era ancora molto diffuso
a Buenos Aires. Un fratello di Don Enrique, un altro Ricardo Enrique,
lo ballava e lo ballavano anche Nenè e Susi ma solo fra
di loro.
Quando Susi ha compiuto 18 anni (Nené ne aveva 20) ha
chiesto a Don Enrique il permesso di andare una domenica al Circulo
Friulano. Nessun ostacolo ma sarebbero state accompagnate dal
loro fratellino. Ricardo ricorda che aveva 7 anni e che l'orchestra
era quella di Osvaldo Pugliese. El Negro Mela aveva introdotto
la serata e subito il cantante dell'orchestra, l'italiano Alberto
Morán, aveva cominciato ad incantare i ballerini. Non capiva
cosa fosse questo tango e siccome si annoiava a vedere le coppie
che si abbracciavano, si era rifugiato in fondo alla sala e prendeva
a calci i tappi delle birre. Compiuti gli 8 anni, ecco la tragedia.
Una lunga malattia uccide anche Don Enrique e le donne che riempiono
la casa non si dànno pace, non riescono a riorganizzarsi.
Ricardo comincia ad infilarsi nei bar del quartiere. All'inizio
era solo, giocava con il bambino del padrone, rimediava qualche
aranciata. Quando si è mescolato fra i ragazzi di 16 o
20 anni nel suo bicchiere è arrivato un po' di tutto, non
c'è voluto molto per lasciarsi catturare da abitudini ben
distanti dalla sua età, destinate a progredire ed a spingerlo
anche verso quelle bustine che si potevano ottenere in cambio
di piccoli favori o acquistare dagli spacciatori che non avevano
le tasche imbiancate dal borotalco. Passano gli anni. Gli capita
di accompagnare ancora le sorelle al Circulo Friulano. Non gioca
più con i tappi delle birre, si siede e guarda. A casa
aspetta che le sorelle escano, nella camera da letto della mamma
c'è un armadio a tre ante e su quella centrale c'è
incollato uno specchio. Si mette lì davanti e fa i suoi
passi, impara a ballare il tango così. La mamma qualche
volta se ne accorge. Lo incoraggia, gli dice che è bravo.
E' così che quella sera, tredici anni compiuti, decide
che è arrivato il momento di ballare. -
Ragazzi, sabato andiamo alla milonga!
- Ma tu cosa ci vieni a fare ?
- A ballare il tango
- Sei diventato matto o cosa?
La milonga era El Deportivo del Sur, zeppo di donne sui cinquanta.
Ne invita una a caso. Funziona. Finito il primo tango ne comincia
un altro. Gli piace. Le signore sorridono, si mandano segnali
scherzosi, però sono compiaciute. Il ragazzo è abbastanza
alto, è carino, gentile. Perché no? Un poco alla
volta Ricardo diventa El Pibe de Sarandì. Ma al di là
del tango, il suo inferno continua. E peggiora. La tentazione
di guadagnare in una settimana quanto gli altri guadagnano in
un mese è un incontro frequente negli ambienti delle scommesse
clandestine. Questa attività offre dei buoni vantaggi se
ancora non si conoscono le regole che dividono le cose buone dalle
cose cattive. Per esempio si può acquistare una bella automobile
inglese, una Morris Ten. Il fatto di avere 15 anni non è
rilevante se si imbrogliano un po' le carte, tipo l'esame di guida,
la patente, le varie registrazioni. Avanti così, in un
mondo di fuorilegge dove però si può anche imparare
qualcosa, il rispetto. Gli anni passano, la sua vita non cambia.
Però Ricardo Maceiras è ormai, decisamente, El Pibe
de Sarandi e questa fama lo aiuta. Nel 1964 partecipa ad uno spettacolo
televisivo di Canal Once. In prima fila c'è una coppia
mitica di Buenos Aires, Gloria y Eduardo. Dietro, a sinistra,
c'è lui con una ragazza ed a destra, con un'altra, il suo
amico Carlo Gavito.
- Vivevamo assieme, eravamo come fratelli. Io ero El Pibe
e lui El Viejo.
- Perché?
- Perché io sono nato il 28 aprile, lui il 27. Quindi
io ero più giovane.
Sto parlando del 1942, il tango camminava sui tappeti rossi a
Buenos Aires. Si è ammalato dieci anni dopo, quando sono
arrivate le nuove musiche
- Tipo il rock and roll?
- Sì, ma la musica americana non avrebbe mai superato
la musica di Buenos Aires se in Argentina non fosse arrivata la
dittatura militare. I poeti del tango, molti di questi poeti voglio
dire, raccontavano cose che ai militari davano fastidio, Un Enrique
Discepolo per esempio era col popolo ed è stato bloccato.
Nel 1955 è cominciato il Tango Muerto. Poi trent'anni dopo,
all'inizio del 1985, è risorto e io l'ho ripreso dove l'avevo
lasciato nel 1964 davanti alle telecamere di Canal Once. Accidenti,
avevo 22 anni. Volevo cambiar vita.
- E' questo che hai fatto?
- Non proprio, ho cambiato mestiere. Facevo il venditore.
- Di cosa?
- Oh, di tutto. Asciugacapelli, motociclette, automobili
- E Carlo Gavito?
- Ci siamo un poco allontanati perché io ho conosciuto
una ragazza, Claudina.
- Ballava?
- Non ballava. Camminava per la strada, una strada del centro.
Ho cominciato a parlarle e due anni dopo ci siamo sposati. Si
chiamava Claudina Cocorda, figlia di italiani.
El Pibe la amava ma il matrimonio è durato 8 anni, il
tempo di far nascere e crescere un po' Guillermo e Laura. Nell'ombra
dei bar, dove troppo spesso andava a sedersi ad un tavolo, la
sua vita di ragazzo risbucava con i suoi tormenti, la mano si
allungava verso la bottiglia, il bicchiere, qualcos'altro. Claudina
a poco alla volta, un giorno dopo l'altro, svaniva davanti ai
suoi occhi, inghiottita da una vita diversa. Con i ragazzi però
non era così. Laura si è laureata in psicologia
e Guillermo in architettura. Guillermo viveva con lui, voleva
proteggerlo dalle sue debolezze che lo facevano invecchiare prima
del tempo, ormai lo stavano sfinendo. Un giorno, nel 1994, si
sente male. Ha persino la percezione di non farcela più,
di morire.
- Guillermo corre vicino a me, mi abbraccia.
- Papà, dai papà resisti, io ti aiuto.
Ricardo Maceiras intravvede uno spiraglio, alcuni giorni dopo
ha superato la crisi, dice basta alla bottiglia e basta al resto.
E' il 10 novembre 1994. Poco più di un anno dopo, il 19
novembre 1995, dice basta anche alle sigarette. La stessa facilità
che l'aveva fatto diventare uno schiavo adesso l'aveva liberato.
Era una vita nuova, stava bene, i figli, una donna, forse due.
- Ma ero rimasto senza lavoro. Mi domandavano cosa sapessi
fare. Non so fare niente, so soltanto ballare il tango. E allora
insegna! E così ho cominciato ad insegnare, mi sono aggrappato
al tango con tutta la mia rabbia, non volevo tornare indietro,
ricascare. Non volevo, no. Avevo cinquantatré anni, che
storia.
Lavorava in una scuola, le solite cose. Gli allievi, i principianti,
gli avanzati, quelli che finiscono lì tutto dopo quattro
mesi, quelli che diventano bravi. E quasi tutte le sere in milonga
a farsi vedere, ballare, parlare. Cinque anni così. Una
sera una ragazza gli punta addosso gli occhi e lui se ne accorge.
Le sorride.
- La chica mi viene vicino
- Lo sai che mi piace come balli?
- Balliamo!
- Non voglio ballare, voglio parlare con te.
- Vuoi chiedermi qualcosa?
- Sapresti insegnare quello che stai facendo?
- Sì!
- Allora vieni con me negli Stati Uniti, c'è una scuola
di tango, ti offro sessanta giorni di lavoro. Partiamo, andiamo
ad Atlanta.
Quando ritorna a Buenos Aires non è più Ricardo
Maceiras. E' quello di una volta, El Pibe Sarandì. I giornali
gli dedicano qualche attenzione, anche la televisione anche le
milonghe più affermate, l'ambiente lo accoglie come un
artista. E' il protagonista di due film, Canción desesperada
e Rosas, Rosas, Rosas. Lo chiamano a Londra e in Germania. A Londra
c'è suo figlio in vacanza con la moglie. Tiene uno stage
con 90 allievi e balla in una vecchia milonga, La Cripta. I proprietari
sono gli stessi impresari di uno spettacolo di tango, si chiama
El Once anche questo: il destino incrocia le sue trame. Nella
sua vita entrano due donne, un'argentina (Martita Famà)
che lo aiuta nella scuola di ballo e una tedesca, Daniela Rebeike
detta La Alemana, sua partner nello show.
- A Buenos Aires non sono contenti, vorrebbero che la mia
compañera fosse sempre un'argentina ma io penso che il
tango sia di tutti.
La lezione di Alfredo Granado e di Leticia Lucero è finita.
Adesso comincia la milonga, El Pibe Sarandì è l'ospite
d'onore, deve aprire la serata. Invita Leticia, così bella
e così brava. Un tango, poi un altro, poi un altro. El
Pibe Sarandì è ormai preso da quella musica che
l'ha fatto rinascere e l'ha fatto vincere. Sorride, è felice.
Sembra un ragazzo. (2002).
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