Alfredo Granado e Leticia Lucero .... ballano
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Diventa una farfalla
testo
di Leticia Lucero
"Il mio ballerino si lamenta perchè
mi appoggio!"; "Il mio perché metto il braccio
troppo in basso e si sente legato"; "Come faccio
a tenere il tempo se la maggior parte dei ballerini sono sordi?";
"Tu ci mostri tanti abbellimenti,
ma noi non possiamo metterli in pratica perchè i ballerini
non ci lasciano spazio";...
Le mie ragazze - così
chiamo le allieve delle mie lezioni di tecnica - mi pongono
queste lamentele in ogni lezione e io devo conciliare due
posizioni che all'apparenza sembrano agli antipodi ma che,
a ben guardare, sono due facce della stessa medaglia: se il
ballerino e la ballerina non raggiungono un buon livello tecnico
e di ascolto della musica è difficile che inizi per
loro il momento del godimento nel tango.
Se il ballerino non ha
la sicurezza assoluta di come deve essere la sua marcaciòn
e non ha idea di come si segue il tempo e di come si interpreta
il tango che sta ballando tenendo in conto anche della ballerina,
lei si annoierà o peggio soffrirà: perchè
in tanti anni di insegnamento ho capito che la maggior frustrazione
per una ballerina di tango è che, al contrario dell'uomo,
pensa di non poter esprimere completamente - o per nulla -
la propria anima.
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Perchè è di questo che stiamo parlando: ballare
tango non può essere una ginnastica o una mostra di
figure, è la traduzione in movimento di ciò
che la musica, il compagno, il momento, lo stato d'animo ci
stanno suggerendo. Per questo io insisto tanto sugli abbellimenti,
che non devono essere presi come una moda ora molto diffusa,
ma sono per me lo strumento che le donne hanno per esprimersi
all'interno e nel rispetto della marcaciòn del ballerino.
E' il momento della libertà creativa della ballerina:
e allora perché non approfittarne?
Qui veniamo all'altra faccia della medaglia: se la ballerina
non ha ben solide le basi tecniche del suo ballo è
quasi impossibile che possa passare alla fase dell'espressione
di sè. Perchè per arrivare all'abbellimento,
prima dobbiamo aver imparato a stare in equilibrio da sole
senza appoggiarci al compagno, a stare diritte con una buona
postura per apparire eleganti anche quandostiamo ferme, a
seguire perfettamente ogni segnale che il nostro ballerino
ci dà, a fare quella cosa difficile che è poi
il tango stesso: camminare con l'uomo senza mai perdere il
contatto con il suo petto ma leggere come farfalle...
Nella mia formazione ho seguito lezioni di tecnica con diverse
maestre a Buenos Aires; da ognuna di loro ho avuto informazioni
fondamentali che ho poi sintetizzato per la mia crescita come
ballerina e poi come insegnante a mia volta. L'apprendimento
della tecnica si basa sulla ripetizione in ogni lezione dei
movimenti di base - le camminate, gli ochos, i giri, i boleos
- eseguiti da sole nello spazio. Ad un occhio superficiale
la ripetizione settimanale degli esercizi può sembrare
noiosa, ma solo così si educa il corpo al movimento
automatico, solo in questo modo le informazioni che al principio
si accumulano nella testa ad un certo momento scendono di
colpo al resto del corpo e ci consentono il superamento del
gradino... e nell'apprendimento del tango i gradini da superare
sono moltissimi, quasi infiniti.
All'inizio le ballerine,
anche le già esperte, trovano grande difficoltà
nel mantenere l'equilibrio da sole, senza appoggio alcuno,
mentre interpongono abbellimenti tra un passo e l'altro della
camminata, oppure mentre "pivotean" negli ochos.
Ma io le incoraggio dicendo loro quello che sostengo da anni:
quello che puoi fare bene da sola lo farai molto meglio con
il ballerino. Perché molto meglio? perché liberate
dallo sforzo di cercare il proprio equilibrio in ogni passo,
ci restano tutto il tempo e lo spazio per rilassarci e godere
della musica, del movimento, dell'abbraccio... Quando la ballerina
è sicura della propria tecnica può sfruttare
al meglio ogni momento di pausa del ballerino, può
rubare sul tempo per mettere un abbellimento in velocità
- io dico sempre che è facile abbellire sulle figure
statiche o sul tempo lento ma non è da tutte farlo
in movimento e invelocità - ; ma ancora: la ballerina
capace può dolcemente opporsi alla marcaciòn
frenetica di alcuni ballerini (ahimé la maggioranza,
sembra) e imporre per un attimo il proprio tempo: è
un dialogo che deve instaurarsi nella coppia che balla tango.
Mi incanta quando qualcuna delle ragazze durante la lezione
mi chiede se sta riproducendo bene un abbellimento che magari
ha visto fare a qualche ballerina famosa in un video; perché
ogni ballerina di tango deve cercare con curiosità
la propria identità facendo suoi i movimenti e gli
abbellimenti di altre e, perché no?, anche cercandone
di nuovi ed originali.
Io non credo nelle accademie,
non apprezzo le orde di ballerine che arrivate al momento
di scavalcare il piede dell'uomo in parada fanno tutte in
serie lo stesso unico abbellimento che la maestra ha mostrato
durante la lezione. Credo che l'accademizzare il tango si
esattamente la sua lenta morte.
Immaginatevi se tutte le farfalle del mondo avessero lo stesso
numero di
pois!
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